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Oltre il divano

Approfondimenti e novità dal mondo della psicologia

L’importanza della creatività: perché bisogna coltivarla fin dall’infanzia

Dove c’è una mente aperta ci sarà sempre una frontiera.

(CF. Kettering)

Insegniamo molte cose ai nostri figli, ci teniamo che abbiano tutti gli strumenti per affrontare la vita, facciamo il possibile per coltivare la loro intelligenza e le loro capacità, ma spesso trascuriamo uno degli aspetti fondamentali dell’intelligenza: il pensiero creativo.

Cos’è la creatività è perché è così importante (per tutti)

La creatività è una proprietà importantissima della nostra mente che ci permette di vedere le cose da un punto di vista diverso rispetto a quello comune, abituale, trovando strade e soluzioni nuove, originali.

Non ha a che fare solo con le capacità artistiche, ma anche, e soprattutto, con la possibilità di “inventare” soluzioni ai problemi della vita, che siano innovative e allo stesso tempo utili, funzionali (non siamo nel campo dell’arbitrarietà!)

È in sostanza la capacità di gettare il pensiero oltre l’ostacolo, rimaneggiando mentalmente i termini di un problema o di una situazione, riconoscendovi nuove connessioni e possibilità di azione o risoluzione.

Educare i bambini alla creatività

La creatività è un aspetto fondamentale dell’intelligenza, che purtroppo non è molto coltivato nell’educazione dei bambini, perché spesso non ne è riconosciuto l’enorme valore.

Le persone creative sono maggiormente in contatto con se stesse ed utilizzano la propria intelligenza in modo libero e “spregiudicato”. Tendono a perseverare di fronte alle difficoltà, poiché hanno fiducia in sé e nella possibilità di trovare alla fine delle soluzioni.

Hanno il coraggio di mostrarsi diverse, perché non sono schiave dei giudizi. Hanno meno paura di sbagliare, poiché non temono eccessivamente le critiche altrui, né il proprio giudice interiore.

Spesso, purtroppo, il nostro sistema educativo tende a stimolare nei bambini l’ubbidienza, l’omologazione, la competizione, più che la loro naturale curiosità, l’autonomia, la creatività.

I bambini hanno una naturale inclinazione al pensiero creativo, che però può essere inibita e svilita da un ambiente rigido, privo di stimoli o competitivo.

Vediamo dunque come tutelare e coltivare la creatività a partire dall’infanzia.

I killer silenziosi della creatività

Ci sono molte pressioni psicologiche che incombono sui bambini fin da piccoli, distruggendo la loro creatività. Conoscere i killer silenziosi della creatività ci permette di evitarli. Vediamone alcuni:

La sorveglianza costante durante il gioco o l’apprendimento: un bambino che si sente continuamente osservato e potenzialmente giudicato si inibisce e blocca i suoi processi di esplorazione, perché provare qualcosa di nuovo significherebbe esporsi al rischio di sbagliare sotto lo sguardo giudicante dell’adulto.

Il controllo: genitori ed insegnanti che dicono esattamente ai bambini come fare i compiti, come svolgere le attività quotidiane, spesso perfino come giocare, uccidono la loro creatività, passando il messaggio che ci sia un unico modo di fare le cose, che ogni esplorazione sia una perdita di tempo e che l’originalità sia qualcosa di negativo. Oltre a inibire e reprimere i bambini, insegnano l’intolleranza verso ciò che è diverso ed un’eccessiva sottomissione alle regole, che non promuove il benessere e l’autostima.

Limitare le scelte: scegliere al posto del bambino le sue attività e passatempi, senza tenere conto dei suoi reali interessi, uccide la creatività e la passione. Meglio aiutarlo a seguire e coltivare le sue inclinazioni.

La valutazione: i bambini dovrebbero concentrarsi sul piacere di fare più che sul risultato raggiunto o sul giudizio degli altri. Un ambiente eccessivamente valutativo insegna a dare troppo valore alla prestazione ed al giudizio, a discapito del piacere e della libertà di esplorare e di creare.

Le ricompense: un eccessivo uso di premi e ricompense insegna al bambino che non c’è un valore ed un piacere intrinseco nelle attività, ma tutto deve essere subordinato ad un tornaconto concreto. Oltre a promuovere una mentalità materialistica, che da più valore ai beni e vantaggi materiali che alle soddisfazioni interiori, insegna una logica di dipendenza dall’esterno e dagli altri e di sudditanza nei confronti di chi detiene il “potere”.

La competizione: una sana competitività può stimolare la persona a fare meglio e rafforzare lo spirito di gruppo, ma una competizione eccessiva mette i bambini in una situazione senza via d’uscita, dove si vince o si perde e solo uno può prevalere. Questo mancato rispetto per i ritmi e le caratteristiche individuali, oltre ad inibire lo spirito creativo, crea un clima di ansia e negatività e può generare paure, insicurezze, aggressività.

La creatività fiorisce in un clima di fiducia e piacere

Molti genitori desiderano che i figli acquistino determinate competenze, ma spesso trascurano il lato emotivo e ludico legato all’apprendimento. Ad esempio, nell’imparare una forma creativa, come suonare uno strumento musicale, conservare l’entusiasmo ed il piacere è più importante della tecnica e della perfezione. Questo è possibile solo in un clima in cui siano aboliti obbligo, perfezionismo e desiderio di accondiscendere.

L’atteggiamento degli adulti è importante anche ad un altro livello: un genitore che vuole, ad esempio, imporre al proprio figlio l’interesse per i libri, può essere qualcuno che apprezza la lettura, ma spesso non la ama veramente.

Se amiamo una cosa, la riteniamo piena di valore ed intrinsecamente amabile. Che senso avrebbe preoccuparsi che nostro figlio apprezzi i cartoni, la cioccolata o una giornata di sole?

La nostra passione sarà il più importante esempio per bambini, mentre qualsiasi imposizione lancerebbe un messaggio contraddittorio e ambiguo circa la nostra reale opinione sull’attività in questione.

Fondamentale è anche il clima familiare: la creatività sboccia in un contesto sereno, in cui i pensieri e le emozioni altrui sono trattati con rispetto e le opinioni diverse vengono valorizzate.

La creatività ha molto a che fare con l’autostima, con la fiducia in sé e nella propria capacità di trovare soluzioni ai problemi.

Ha inoltre a che fare con la libertà dal giudizio, altrui ma anche proprio, che ci permette una ricerca libera dentro noi stessi.

Quando c’è un clima di libertà e fiducia ed un ambiente ricco di stimoli è più probabile che la creatività dei bambini venga valorizzata e coltivata, rendendoli più autonomi, sicuri di sé e liberi dai giudizi.

 

Bibliografia

Bruner, J., Brown. R.W. (1969), Il pensiero: strategie e categorie, Armando, Roma.

Goleman D., Ray M., Kaufman P. (1999), Lo spirito creativo, Rizzoli, Milano.