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Oltre il divano

Approfondimenti e novità dal mondo della psicologia

Rapporto in crisi. Come affrontare i problemi della coppia

Litigi, distanza emotiva, continue discussioni con il partner. Cosa fare?

Le liti non durerebbero mai a lungo, se il torto fosse da una parte sola.

(F. de La Rochefoucauld)

Due persone che condividono la loro vita emotiva, sessuale e sociale costituiscono una coppia, quello strano “animale a quattro zampe” fatto da un partner, dall’altro e dai rispettivi modelli e aspettative sulla relazione.

Il vivere insieme è influenzato dalle esperienze di essere con l’altro sperimentate con ognuno dei nostri genitori e dal modello di coppia che essi ci hanno trasmesso attraverso il loro rapporto. Nella coppia confluiscono i mondi interni di due individui, con le loro qualità e i loro conflitti, ma si genera poi un nuovo sistema, con le proprie caratteristiche, regole e confini.

 Innamoramento e amore

La vita di coppia nasce dall’innamoramento, quel processo misterioso attraverso cui l’incontro con l’altro mette in moto dentro di noi qualcosa di profondo, che tocca il nostro mondo più intimo. Ci innamoriamo dell’immagine che l’altro ci rimanda di noi, un’immagine all’inizio perfetta, idealizzata, così come lo è quella che noi rimandiamo a lui. Ci innamoriamo dell’amore, come possibilità di sconfiggere la solitudine, la pesantezza, il vuoto della vita.

Con il tempo le cose cambiano: gli innamorati “tornano sulla terra” e l’idealizzazione lascia il posto alla realtà. Questo è un processo normale, che permette all’innamoramento di trasformarsi in amore, cioè impegno reciproco e progetto di vita. Possiamo amare l’altro e accettarlo così com’è?

Accettare l’altro è la base dell’amore, non equivale a subire o rassegnarsi. Molti problemi delle coppie nascono da un equivoco di base: all’inizio, al posto di un “ti amo”, c’è un “io ti cambierò, così potrò amarti”. Dunque la vita di coppia si fonda su un’illusione e con il tempo la situazione non potrà che precipitare.

L’amore può resistere al tempo?

Posto che il rapporto si sia strutturato sulle basi solide dell’amore e del rispetto reciproco, riuscirà a resistere all’usura del tempo?

La coppia, come gli individui, attraversa varie fasi di vita: l’innamoramento, la convivenza, la nascita dei figli, la loro crescita e il loro svincolo, la vecchiaia. Sopravvivere a tutti i cambiamenti non è semplice. Se è vero che ci innamoriamo dell’immagine che l’altro ci rimanda in un dato momento, cosa può succedere con il passare degli anni?  Quell’immagine può non corrisponderci più: siamo cambiati noi, è cambiata la nostra vita, il partner ci rimanda un’immagine diversa che ora non ci piace.

Per capire il livello di salute di una coppia, sono tre gli aspetti che bisogna sempre considerare: la sfera emotiva, quella sessuale e quella sociale. Queste sono strettamente collegate e quello che succede a un livello si riversa inevitabilmente sugli altri: per un certo periodo si possono trovare aggiustamenti e compensazioni, ma se i problemi perdurano in una di queste dimensioni, la coppia finirà con l’ammalarsi.

Certi disinnamoramenti sono repentini e apparentemente inspiegabili, altri sono un lento stillicidio. Litigi, distanza emotiva o problemi psicologici vanno considerati meccanismi compensatori rispetto ai disequilibri della coppia in una delle sfere vitali sopra menzionate. Dunque sono il sintomo, non il problema, che invece è da ricercare nelle “regole del rapporto”.

Le regole del rapporto

Ogni coppia sviluppa proprie regole, cioè sequenze comunicative che ripetendosi nel tempo determinando aspettative, ruoli, obblighi e diritti acquisiti. Queste sono stabilite in modo implicito, al di là della volontà o consapevolezza dei partner, per questo è molto difficile metterle in discussione. Se da una parte danno una certa stabilità al sistema, dall’altra possono irrigidirsi e divenire problematiche.

All’inizio tutto è libero e spontaneo: i partner si danno vicendevolmente affetto, attenzioni, passione in un’infinità di modi possibili. Con la convivenza, le cose si complicano: si instaurano dei meccanismi che limitano la libertà degli scambi. Se Paolo prepara il caffè ogni mattina per una settimana, quella che all’inizio è percepita come una gentilezza diventa la regola. Giulia non la vivrà più come una “coccola”, ma la mattina che non avrà il suo caffè avrà la sensazione che gli sia stato tolto qualcosa e si chiederà cosa abbia voluto dire lui con questo “sgarbo”. Allo stesso tempo, Paolo non preparerà più il caffè come gesto d’amore, ma come un “obbligo” a cui avrà difficoltà a sottrarsi.

Se a livello individuale ognuno porta la sua tendenza a ripetere schemi relazionali e modelli comunicativi appresi durante la crescita, a livello della coppia si generano schemi di comportamento che tendono a cronicizzarsi.  

Come nascono i problemi

Abbiamo visto come litigi, freddezza, disturbi psicologici siano i sintomi del malessere della coppia. Questi rappresentano una lotta per definire la relazione (o non definirla), un tentativo per uscire da schemi ormai disfunzionali.

Molti problemi di coppia nascono dalla rigidità dei ruoli: chi è troppo dominante teme di non reggere un rapporto paritario, chi è più sottomesso non vuole assumersi responsabilità, oppure entrambi fanno a gara per essere “più uguali” dell’altro.

Assistiamo spesso a giochi di potere in cui in cui nessuno vuole cedere all’altro lo scettro, così la coppia si logora attraverso continui litigi, discussioni, schermaglie. Ma la cosa più nociva è la disconferma, cioè la continua attribuzione all’altro di pensieri e emozioni senza tenere conto delle sue correzioni. Così si mina il partner a livello dell’immagine di sé, della possibilità di autodefinirsi: è come dirgli “ tu non esisti”. Questo uccide la possibilità di aprirsi e andare incontro all’altro, seppellisce il desiderio, fomenta odio e rancori.

Abbiamo poi le accuse reciproche: ognuno accusa l’altro di essere la causa dei problemi della coppia, e spesso ne è realmente convinto. Certo lui è lamentoso, brontolone, insopportabile, ma è solo una reazione all’atteggiamento e alle mancanze del partner. Le cose stanno realmente così?

Non ci sono vittime o carnefici

Gli studiosi della coppia hanno dimostrato che al suo interno, come in ogni sistema, agiscono delle leggi fondamentali. Una di queste è la retroazione: il comportamento di ogni partner influenza ed è influenzato da quello dell’altro. Abbia poi la legge della causalità circolare: non possiamo dire che il rifiuto di uno causi l’allontanamento dell’altro, ma che il rifiuto causa l’allontanamento che causa il rifiuto, ecc. E’ come con il desiderio: più mi sento amabile, più sarò desiderato, più mi sentirò amabile, e così via.

I partner hanno spesso due visioni diametralmente opposte di cosa sia accaduto durante un litigio, o danno spiegazioni molto diverse alla loro crisi di coppia. Com’è possibile? Sono sempre in cattiva fede? La risposta è no: visto che ogni comportamento è sia uno stimolo sia una risposta a quello dell’altro, la lettura degli eventi dipende dalla “punteggiatura” che mettiamo all’interazione. Se per Marco è chiaro che la sua distanza è una reazione alle richieste pressanti di Anna, per Anna è altrettanto evidente che le sue richieste pressanti sono una conseguenza della distanza di Marco.

Nella coppia non ci sono vittime o carnefici: se si soffre entrambi bisogna trovare entrambi una soluzione. Se soffre solo uno vuol dire che la relazione è al capolinea, e non si potrà riportarla in vita con pianti, minacce, suppliche o ricatti.

Si possono aggiustare le cose?

Litigare è spiegare in modo complicatissimo e a voce alta cose semplici da dirsi a bassa voce.

(E. Fromm)

Risolvere i problemi di coppia è difficile perché i sistemi tendono alla stabilità, dunque, come abbiamo visto, i meccanismi che si innescano tendono a perpetuarsi per riportare sempre tutto allo stesso punto. Ma proprio grazie alle proprietà dei sistemi, se si introduce anche una piccola modifica si introdurranno una serie di effetti a catena che possono portare a un cambiamento della relazione.

Ogni membro della coppia che si sente “forzato” dall’altro ad agire in un determinato modo ha in realtà non una, ma serie di alternative possibili. Ma chi deve “iniziare” a cambiare? La risposta è: chiunque ci riesca. Dunque è più facile che lo faccia chi ha minori difficoltà o è più motivato a farlo.

Per uscire dal gioco al massacro non basta la buona volontà di uno o entrambi i partner, ma la coppia deve scoprirne i meccanismi, poiché l’ignoranza delle tacite regole del rapporto porta a credere che tutto dipenda sempre dall’altro.

Se non possiamo forzare nessuno ad amarci, possiamo costringere noi stessi a fare qualcosa per cambiare la situazione: insegniamo all’altro cosa ci aspettiamo da lui con l’esempio.

La terapia di coppia

La terapia è un potente strumento per attivare le risorse della coppia, aiutarla a mettere una diversa “punteggiatura” alle proprie interazioni, a dare nuove chiavi di lettura al rapporto, a uscire dalle trappole della comunicazione e dai meccanismi nocivi che hanno soffocato l’amore e i sentimenti.

T’inseguo perché scappi, mi allontano se ti avvicini, ti salverò, ti punirò, ti cambierò sono tutti giochi senza fine, in cui diventa impossibile sia stare insieme sia separarsi.

Spesso le persone che vivono una logorante crisi di coppia non sono sicuri di quello che vogliono, hanno paura di lasciarsi, e questo deriva da questioni emotive, oltre che dai problemi pratici a cui non sanno trovare una soluzione. Anche per questo può essere utile la terapia.

Alle problematiche di coppia ci sono varie possibili soluzioni, tranne quella di continuare a girare a vuoto in un meccanismo impazzito, che causa sofferenza e disagio anche a eventuali figli e compromette la qualità della vita, a livello personale, relazionale e sociale.

E’ molto utile, dunque, per la coppia ricevere un aiuto specialistico per affrontare la crisi.

Psicologa Psicoterapeuta Acilia (Ostia, Infernetto, Casal Palocco-Axa) e Corso Trieste, Roma.

Leggi anche: Coppia: litigare fa bene, ma dipende come

Bibliografia

Baldassarre M. (2008), Coppia, famiglia e patologie emergenti, Alpes, Roma.

Cancrini M.G. (1986), Potere in amore. Un viaggio tra i problemi di coppia, Editori Riuniti, Roma.