ANCHE ONLINE !
+39 348 490 8170

Oltre il divano

Approfondimenti e novità dal mondo della psicologia

Bullismo: conoscerlo per combatterlo

Cosa è esattamente il bullismo? La poca chiarezza ed i fraintendimenti rendono problematica la lotta contro questo triste fenomeno.

Molte vittime di bullismo raccontano anni di sofferenza in cui, anche se le prepotenze che subivano potevano essere facilmente identificabili, non sono state riconosciute come tali dal contesto scolastico, soprattutto per mancanza di una formazione adeguata e di una sufficiente sensibilizzazione sul fenomeno.

La famiglia, dal canto suo, può non essere capace di cogliere i segnali di malessere del figlio o avere una scarsa informazione su quello che può accadere e su come è possibile affrontarlo.

Dunque, cosa è il bullismo?

Il bullismo è una delle possibili manifestazioni di aggressività messe in atto dai bambini e dagli adolescenti.

Si tratta di prepotenze intenzionali, ripetute, attuate da uno o più bulli ai danni di compagni più deboli, timidi o isolati socialmente.

Le sue caratteristiche distintive sono:

1. INTENZIONALITA’

Il bullo agisce deliberatamente con l’intenzione di danneggiare la vittima, l’aggressività è proattiva e finalizzata, non reattiva né impulsiva.

2. PERSISTENZA NEL TEMPO

Sebbene anche un singolo comportamento possa essere considerato una forma di bullismo, di solito si tratta di atti ripetuti nel tempo e con una certa frequenza.

3. SQUILIBRIO DI POTERE

Esiste una disuguaglianza di forza e di potere tra bullo e vittima, per cui uno dei due sempre prevarica e l’altro sempre subisce, senza riuscire a difendersi.

Come si manifesta: tipologia di prepotenze

Le manifestazioni di prevaricazione si distinguono in dirette (esplicite) o indirette (nascoste).

Il bullismo DIRETTO può essere fisico, verbale o strumentale.

Il bullismo diretto FISICO consiste nel picchiare, spingere, schiaffeggiare, prendere a calci o a pugni.

Il bullismo diretto VERBALE consiste nel prendere in giro, offendere, deridere, denigrare, insultare, minacciare, discriminare in base a caratteristiche fisiche, sesso, etnia, religione, ecc.

Il bullismo STRUMENTALE consiste nell’estorcere denaro o beni materiali, appropriarsi degli oggetti altrui o danneggiarli.

Il bullismo INDIRETTO è meno evidente e più difficile da individuare, ma altrettanto dannoso. Si tratta di comportamenti che mirano deliberatamente all’esclusione dal gruppo dei coetanei, all’isolamento ed alla diffusione di pettegolezzi e calunnie sul conto della vittima.

Cosa è il cyberbullismo

Con il termine cyberbullismo ci si riferisce all’uso dei mezzi tecnologici per deridere, offendere, minacciare, molestare la vittima. Questo può avvenire tramite telefonate, sms, mail, chat, social, siti internet.

Rientrano nel cyberbullismo i pettegolezzi, le offese e gli insulti online, i furti di identità/profilo o la creazione di profili falsi per danneggiare la vittima, la diffusione di foto o filmati imbarazzanti per la vittima, o in cui viene umiliata o denigrata, o che mostrano prepotenze ai suoi danni. Particolarmente grave è la diffusione di materiale a sfondo sessuale, che nel caso di minori si qualifica anche come pedopornografia.

Come distinguere bullismo, scherzo e reato?

Non tutte le forme di aggressività possono essere riconducibili alla categoria del bullismo.

Per esempio, i giochi turbolenti o le lotte tra coetanei non possono essere considerati forme di bullismo, in quanto implicano una relazione di equivalenza di forza in cui i soggetti coinvolti giocano alternativamente i ruoli di prevaricatore e di prevaricato.

A volte il bullismo può essere declassato a “scherzo” da adulti che tentano di minimizzare o dai bulli stessi che desiderano auto-giustificarsi, ma quando la vittima di determinate azioni si sente umiliata e danneggiata non si può parlare di “scherzo”, per quanto pesante, in quanto la condizione psicologica della vittima è determinante per qualificare l’azione come scherzo o vera o propria prepotenza.

Ci sono poi atti particolarmente gravi che devono essere considerati dei veri e propri reati, come provocare ferite fisiche, attaccare con un arma o con altri mezzi, compiere molestie o abusi sessuali o mettere in atto altre condotte antisociali.

Dove avvengono le prepotenze?

Gli atti di bullismo possono avvenire a scuola, ma anche nei contesti extrascolastici. Particolarmente gravi sono quelli che avvengono nel cyberspazio, grazie all’ausilio delle nuove tecnologie, poiché i loro effetti sono amplificati in modo esponenziale.

Chi sono i protagonisti? Non solo bulli e vittime…

Comunemente quando si pensa al bullismo si pensa solo ai bulli ed alle vittime, ma esistono altre categorie di soggetti coinvolti. Va tenuto presente che il protagonista principale del bullismo è il gruppo di pari, essendo esso in primo luogo un fenomeno relazionale che si inscrive in specifiche dinamiche di gruppo.

Oltre al BULLO, che agisce le prepotenze, abbiamo gli AIUTANTI DEL BULLO, che partecipano direttamente alle prepotenze stesse. Poi abbiamo i SOSTENITORI, che partecipano indirettamente alle azioni di bullismo sostenendo i bulli, incitandoli o ridendo. Ci sono poi gli SPETTATORI, che assistendo passivamente alle prepotenze hanno una responsabilità nella loro prosecuzione. Abbiamo inoltre gli AIUTANTI DELLA VITTIMA, che si schierano apertamente con la vittima durante gli attacchi o la assistono, supportano ed aiutano in un secondo momento. Infine, c’è la VITTIMA, che subisce le prepotenze più o meno passivamente, ma comunque non risulta in grado di difendersi efficacemente.

Questi ruoli tendono a stabilizzarsi nel tempo, anche ad opera gruppo che può “simpatizzare” con i prepotenti e non tollerare fragilità vittime, che evoca proprie personali insicurezze. C’è una diffusa mancanza di sostegno rispetto alla vittima, che si sente isolata ed esposta, spesso ha paura di riferire gli episodi di bullismo perché teme rappresaglie e vendette.

Quali sono le caratteristiche del bullo?

Abbiamo diverse tipologie di bulli, principalmente il tipo dominante (aggressivo) ed il tipo insicuro (ansioso)

Il bullo DOMINANTE è più forte della media dei coetanei, è sicuro di sé, non ha problemi di autostima, ma ha un forte bisogno di potere, dominio ed autoaffermazione. Può essere impulsivo ed avere difficoltà a rispettare le regole. Non presenta particolare carenze nella comprensione degli altri e nelle abilità sociali, ma ha una scarsa consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni e non mostra rimorso o sensi di colpa per gli esiti delle prepotenze, a causa di un deficit delle capacità empatiche. Di solito ha un rendimento scolastico nella media, ma che tende a peggiorare con il tempo. Può manifestare abilità particolari nello sport e nelle attività di gioco. Frequentemente è abbastanza popolare, soprattutto tra i più piccoli che lo considerato un modello di forza e potere, anche se la popolarità può diminuire con il crescere dell’età e comunque affiancarsi a difficoltà di stabilire relazioni interpersonali più intime e profonde.

Il bullo INSICURO è ansioso, emotivo, presenta una bassa autostima ed è alla ricerca di accettazione. Spesso ha un basso rendimento scolastico, può avere scarse competenze sociali e carenze nell’elaborazione delle emozioni. Spesso è un gregario e fa parte di un gruppetto di coetanei che assumono il ruolo di seguaci o sobillatori del bullo dominante. Di solito esegue gli “ordini” del “capo”, più raramente agisce le prepotenze da solo. Può occasionalmente cedere ai rimorsi ed ai sensi di colpa, mettendosi nei panni della vittima. Prepotente con i più debole e debole con i più forti, può a sua volta ricoprire il ruolo della vittima, a seconda delle situazioni (BULLO-VITTIMA)

E le caratteristiche della vittima?

Le vittime rientrano in due categorie: passiva/sottomessa e provocatrice.

La vittima PASSIVA è insicura, ansiosa, tendenzialmente isolata e incapace di difendersi. Ha una bassa autostima ed uno scarso senso di autoefficacia. Non ha caratteristiche esteriori anomale, ma si mostra insicura, poco assertivo ed ha difficoltà reagire alle prepotenze. Tende ad essere esclusa dai coetanei. Può essere fisicamente più debole rispetto alla media o  poco abile nelle attività sportive e di gioco. Non parla con nessuno delle sofferenze e dei torti subiti e tende ad autocolpevolizzarsi.

La vittima PROVOCATRICE invece contrattacca le azioni aggressive anche se in maniera poco efficace, quindi subisce e agisce le prepotenze (anche se in modo reattivo). Spesso ansiosa, può essere irrequieta, ipertattivo, immatura, apparire goffa ed avere difficoltà di concentrazione. Spesso assume atteggiamenti e comportamenti che causano tensione nei compagni in generale e a volte anche negli adulti, suscitando rifiuto o maltrattamento e provocando delle reazioni negative a proprio danno.

Quali rischi e conseguenze comporta il bullismo?

Il danno per l’autostima della vittima si mantiene nel tempo e induce un progressivo isolamento ed un disinvestimento dalla scuola. I soggetti vittime di bullismo soffrono di solitudine e possono sviluppare un’intensa paura di andare a scuola. Nei casi più gravi si possono avere conseguenze nel medio e lungo termine come l’abbandono scolastico e lo sviluppo di patologie legate alla sfera psichica.

In particolare, le vittime di bullismo sono a rischio per lo sviluppo di sintomi psico-somatici, difficoltà di concentrazione,  ansia e depressione. Presentano una bassa autostima ed uno scarso senso di autoefficacia in diverse aree: aspetto fisico, capacità atletiche, abilità sociali, successo accademico. C’è tra le vittime di bullismo una maggiore frequenza di ideazione suicidaria, tentativi di suicidio e suicidio rispetto alla media dei loro coetanei.

Ma anche per il bullo ci sono delle conseguenze, se non si attua nessun tipo di intervento: infatti, i bulli sono più a rischio della media per variabili quali: abbandono scolastico, abuso di sostanze (alcol e droghe), comportamenti criminali, disturbi psichiatrici, mobbing sul posto di lavoro, relazioni di coppia e familiari violente. Inoltre, possono provenire da un contesto familiare ed ambientale in cui vige la prevaricazione e la violenza psicologica o fisica.

Come posso capire se qualcuno è vittima di bullismo?

INDICATORI DIRETTI

E’ stato preso in giro, umiliato, intimidito o minacciato

E’ stato aggredito fisicamente senza che riuscisse a difendersi

I suoi oggetti sono stati danneggiati, nascosti o rubati

Presenta lividi, tagli, vestiti strappati, i suoi oggetti sono danneggiati, senza che lui dia spiegazioni

INDICATORI INDIRETTI

Durante momenti di interazione libera con compagni (intervallo, mensa) è isolato o evita di interagire con i coetanei

Cerca sempre di rimanere vicino ad un adulto

E’ scelto per ultimo nei giochi di squadra

Appare triste, ansioso o insicuro

Ha un calo improvviso nel rendimento scolastico

Come posso riconoscere un bullo?

INDICATORI

Ha preso in giro pesantemente i coetanei o li ha ridicolizzati

Ha intimidito o minacciato uno o più compagni

Ha umiliato o comandato a bacchetta uno p più compagni

Ha picchiato, spinto aggredito fisicamente i compagni non per gioco

E’ coinvolto in liti e scontri

Ha danneggiato, sparso in giro, nascosto o rubato oggetti di altri studenti

Se l’è presa con uno o più compagni più deboli e indifesi

Durante i momenti di interazione libera tra pari (intervallo, mensa) ha isolato uno o più compagni

Ha diffuso voci non vere su uno o più compagni

Ha provocato o si è contrapposto esplicitamente al personale docente o non della scuola

Sfatiamo alcuni miti

NON E’ VERO CHE…

– I comportamenti da bullo rientrano nella normale crescita di un bambino o adolescente. Le manifestazioni di prevaricazione e prepotenza sono sempre negative perché utilizzano una posizione di presunta forza o potere per danneggiare o comunque far del male ad un’altra persona;

– Il bullo è un ragazzo insicuro, ansioso o con una bassa autostima. In realtà chi si comporta da bullo ha un’autostima al di sopra della media dei suoi coetanei e, se viene continuamente confermato nei suoi atti di forza e prepotenza, a lungo andare si convincerà che l’unico modo per avere successo nella vita e per riuscire è quello di prevaricare sugli altri e di comportarsi in modo aggressivo;

– La vittima deve imparare a difendersi da sola. Prepotenze e vessazioni mettono chi le subisce in una condizione di inferiorità psicologica, isolamento e bassa autostima che non può essere fronteggiata in modo solitario. E’ necessario un sostegno da parte degli altri: familiari, insegnanti e amici;

– Stare alla larga da certa gente è l’unico modo per non avere problemi. Naturalmente non conviene cercare la compagnia di ragazzi che si comportano in modo particolarmente prepotente ma non bisogna neanche “fare lo struzzo” e fingere di non vedere quando un compagno viene preso da mira dai bulli di turno;

– I comportamenti da bulli riguardano solo zone periferiche delle grandi città o appartenenti a classi disagiate o meno abbienti. Il fenomeno può interessare tutte le classi socioeconomiche e può manifestarsi sia nei quartieri periferici sia nelle zone residenziali;

– Il bullismo è un problema esclusivamente dell’ambiente scolastico. Gli atti di bullismo si verificano non solo a scuola ma anche in altri luoghi di aggregazione sociale come i centri sportivi, l’oratorio, etc.

Cosa fare per combattere il bullismo?

Il bullismo è un fenomeno complesso, correlato ad un intreccio di fattori individuali, familiari, sociali e contestuali. Come abbiamo visto è innanzitutto un FENOMENO RELAZIONALE, legato alle dinamiche di gruppo tra pari.

Come abbiamo visto, il GRUPPO DI PARI ha sempre un ruolo nel fenomeno del bullismo, o diretto (tramite il supporto o la partecipazione alle prepotenze) o indiretto (tramite l’isolamento della vittima, l’indifferenza e la passività di fronte agli episodi di bullismo).

E’ importante dunque che i ragazzi e le ragazze siano messi in condizione di riconoscere chiaramente le diverse forme attraverso cui si può manifestare il bullismo e siano responsabilizzati circa ciò che essi possono fare per prevenire e combattere il fenomeno nei loro contesti di vita.

Un altro fattore molto importante è la consapevolezza e la preparazione della scuola rispetto al fenomeno: ci deve essere una estrema chiarezza circa cosa sia il bullismo, la capacità di riconoscerne i segnali diretti ed indirette, regole chiare e strategie precise per affrontare gli episodi che si presentano, a seconda della loro gravità, attraverso procedure formali ed informali condivise e validate.

Inoltre, anche le famiglie devono essere informate e sensibilizzate in modo che possano rendersi conto esattamente di cosa sia il bullismo e di quali siano le sue conseguenze e possano condividere consapevolmente la politica scolastica di prevenzione e lotta al fenomeno. Devono inoltre essere aiutate nel riconoscere i segnali di disagio dei figli e supportate in eventuali percorsi psicologici e legali, quando e se necessario.

Se sei un insegnante, un genitore o uno studente interessato alla tematica, puoi contattare la Dott.ssa Sara Aielli, psicologa e psicoterapeuta.