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Coronavirus: come gestire l’emergenza senza andare nel panico

In questi giorni difficili gli psicologi sono vicini, come sempre, ai cittadini e il Consiglio Nazionale del nostro Ordine ha predisposto un vademecum anti-panico per capire insieme come affrontare l’emergenza da Coronavirus, proteggendosi con “comportamenti adeguati, pensieri corretti ed emozioni fondate“.

Seppur la paura è un’emozione preziosa, perché ci permettere di mettere in atto comportamenti utili a prevenire ed evitare i pericoli, quando questa si trasforma in panico è controproducente e pericolosa essa stessa. Nel caso dell’attuale emergenza sanitaria, il panico può derivare anche da una distorta percezione del rischio, a causa dell’enorme copertura mediatica del fenomeno, che tende ad amplificare a dismisura la paura.

Parlandone in continuazione, tendiamo a ingigantire il pericolo, ma si può anche incorrere nell’errore opposto, cioè quello di sottovalutarlo, negandolo, anche per sfuggire all’angoscia che ne deriva. Entrambi gli atteggiamenti sono dannosi: non si basano su una visione oggettiva ed equilibrata della realtà e portano a comportamenti sbagliati e pericolosi, per se stessi e per gli altri.

Cosa ci suggerisce il vademecum?

Innanzitutto di “attenersi ai fatti, cioè al pericolo oggettivo“. Il Coronavirus è contagioso, ma su 100 persone che si ammalano, almeno secondo i dati attuali, 80 guariscono spontaneamente, solo il 5% ha problemi più gravi ed i decessi si registrano in genere tra soggetti con una situazione di salute già compromessa (Organizzazione Mondiale della Sanità).

Il panico collettivo porta a perdere una visione realistica del pericolo e ad adottare comportamenti irrazionali e pericolosi (come l’assalto ai supermercati, che è l’esatto contrario di ciò che si dovrebbe fare, cioè evitare i luoghi affollati), mentre vengono ignorate azioni protettive semplici, apparentemente banali ma efficaci:

  • lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o, se non è possibile, usare disinfettanti a base alcolica;
  • non toccare occhi, naso e bocca con le mani;
  • coprire bocca e naso se si starnutisce o si tossisce, usando fazzoletti monouso o la piega del gomito;
  • evitare i contatti ravvicinati, le strette di mano e gli abbracci, mantenendo la distanza di sicurezza di almeno un metro;
  • pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro  e alcol;
  • stare in casa, evitare i luoghi affollati e tutti gli spostamenti, se non strettamente necessari;
  • non prendere farmaci antivirali o antibiotici, a meno che non siano prescritti dal medico;
  • se si hanno dubbi sul proprio stato di salute, restare in casa e chiamare il numero di pubblica utilità dedicato all’emergenza (1500), il numero verde regionale (800 118 800 nel Lazio), il 118, o il proprio medico di base, senza recarsi personalmente in ambulatorio né in pronto soccorso;
  • non intasare i numeri dedicati alle emergenze né i servizi sanitari;
  • informarsi solo sui canali ufficiali: Ministero della Salute (www.salute.gov.it/nuovocoronavirus) o Istituto Superiore di Sanità (www.epicentro.iss.it/coronavirus);
  • rispettare rigorosamente solo i provvedimenti e le indicazioni ufficiali delle Autorità di Sanità Pubblica.

Per evitare una percezione distorta del problema, che può portare ad ansie e paure eccessive e, di conseguenza, a comportamenti errati o comunque non produttivi, si dovrebbe evitare l’indigestione di media (tv, radio, internet), che producono un tipo di informazione ansiogena, basata su notizie in rapida sequenza e su casi singoli piuttosto che su dati oggettivi e complessivi. Un’informazione che spesso tende a promuovere l’indignazione e lo scarico di responsabilità, piuttosto che comportamenti responsabili e ponderati.

La ricerca e la condivisione continua di informazioni, per quanto comprensibile e basata su un desiderio legittimo di rassicurazione, o comunque di tenere la situazione “sotto controllo“, produce in realtà l’effetto contrario e mina l’equilibrio psicologico delle persone, che si contagiano a vicenda anche con le proprie ansie e le proprie paure. Non dimentichiamoci, inoltre, che è scientificamente dimostrato che lo stress danneggia il nostro sistema immunitario, abbassando le difese dell’organismo!

E’ sufficiente, nonché indicato, seguire scrupolosamente solo le indicazioni sopra riportate e verificare regolarmente gli aggiornamenti sui canali ufficiali, condividendo solo informazioni provenienti da tali fonti.

Bisogna però considerare che in ognuno di noi la percezione della fragilità, propria e dei nostri cari, che la paura della malattia evoca, muove tematiche e vissuti personali, che talvolta possono essere di difficile gestione. Se l’angoscia è eccessiva e non siamo in grado di ridimensionarla da soli, con le giuste informazioni e precauzioni, è molto importante chiedere un aiuto professionale, anche solo per chiarire i dubbi e ricevere un sostegno rispetto alle proprie personali difficoltà, non solo per stare meglio noi ma anche per essere più utili e di supporto agli altri.

Questo è importante anche per tutelare i bambini e i più giovani, che ci ascoltano e assorbono le nostre paure, mentre necessitano di informazioni adeguate, soprattutto filtrate, e punti di riferimento stabili in questo periodo di difficoltà. Nonché per proteggere i più fragili, cagionevoli di salute o anziani, che hanno bisogno della nostra forza e lucidità.

Ricordiamoci che il Coronavirus è un problema non personale, ma della collettività, e solo in un’ottica di assunzione di responsabilità verso la comunità che possiamo uscirne al meglio.

Nell’ottica di aiutare le persone in questa difficile situazione, molti psicologi si stanno impegnando ad offrire il proprio aiuto con mezzi tecnologici che consentano di offrire sostegno e supporto, alla giusta distanza (telefonate, videochiamate whatsapp, skype, ecc). Per informazioni: contatti.

Leggi anche: Il Coronavirus e la nostra mente: le conseguenze psicologiche dell’emergenza sanitaria

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Bibliografia

Consiglio Nazionale Ordine Psicologi (2020), Vademecum psicologico Coronavirus per i cittadini, www.psy.it

Ministero della Salute, www.salute.gov.it/nuovocoronavirus